| Aurora 的个人资料La bomba all'uva passa照片日志列表 | 帮助 |
|
|
HiFiRob: Sono stufo delle fantasie perchè non esistono davvero. E in più non sorprendono mai e non.. Laura: Soddisfano? Rob: Esatto, non soddisfano.E sono stufo...
"Alta fedeltà"
Consueta inerzia carnale No more rings the bell
Now you are gone I found a letter On the day it rained When I tore it open There in my hands Only ash remained Tim Buckley,"Hallucinations"
La sveglia dal trillo umanizzato nonchè isterico. Il torpore maligno del sonno speso troppo male. Gli scontri generazionali alla mescita di latte nella scodella. La canonica telefonata mattutina con Milena. Lo snervante cigolio della porta del mio stambugio.Tutto questo, esattamente venti giorni dopo il mio ritorno in Italia, ha riportato la sottoscritta nell'ordinaria meschinità del quotidiano nella casa del pater familias. E mi ha concesso anche un ritaglio di aberrazione, etimologica prima, pensosa quindi. Le lancette dell'orologio avevavo abbondantemente superato il trionfalismo delle cifre più in alto, perciò la prima metà del giorno era stata congedata da tanto. E pensavo a come in tante lingue, a cose uguali, corrispondano termini uguali. Afternoon in iglese, apres-midi in francese, odpoledne in ceco e pomeriggio in italiano(in russo è un pò differente)significano tutte la stessa cosa: dopo mezzogiorno. E questa fase del giorno è di gran lunga la più delicata, quella in cui ci si sveste dei panni di studenti e/o lavoratori e ci si riappropria (nolenti )dei propri piccoli grandi terrori domestici, della porzione calante della propria persona. C'è più tempo per tutto.
E allora perchè non guardarsi un film di Cronenberg? Almeno se il sole dice che è ora di lambiccarsi il cervello, lo si faccia con stile e spessore, minkia. E, soprattutto,non elucubrare sulle tue turbe domani se lo puoi fare dopodomani...
Videodrome, una parola così dannatamente eufonica, perfetto equilibrio di suoni vocalici e consonantici, un suono argentino che si tatua sul cristallino. Ed è proprio quello che fa, atrofizzando il libero arbitrio dello spettatore che, rabbioso e impotente, è annebbiato da una profezia talmente rigorosa e caleidoscopica che inchinarsi di fronte a quest 83' di celluloide è un gesto più che dovuto, sentito. Male transgenico che si insinua nelle menti dell'uomo comune e si gonfia come un tumore fino ad implodere in sè stesso, risucchiandone prima le possibilità di fuga con nefastissimi tratti di cyber-incubi. Il veicolo è un banale snuff-video di torture, sevizie e nefandezze varie e il germe dell'attanagliamento intellettuale si riversa insidioso nelle arterie dell'astante che è vittima inconsapevole del suo stesso vizio voyeuristico. E le visioni, che costruiscono la sintomatologia del sordido morbo, rivelano una delle più grandi paure del cineasta canadese: la cancrena del corpo sconfitto dalla gelida macchina. La biomeccanica che vince sul percorso naturale della vita. E poi la chicca: una vogliosissima e suadente Deborah Harry, luccicante front-woman degli storici Blondie, è l'unico spiraglio glamorous in tanto pessimismo (acuto ma non cupo)e in quella spirale concentrica che è un finale destabilizzante (ma stimolante).
Penso che mi toccherà camminare a testa in giù per cercare le domande da pormi dopo questo film. Spero non si sia capito nulla, ma che ci si sia incuriositi. E' un ottimo surrogato da consumarsi post-meridian se si è ormai avvezzi (o stufi?) alla singolarità della propria infelicità familiare (per dirla alla Tolstoj). Un tuffo nelle universali calamità del nostro tempo.
Morte a Videodrome!!! Gloria e vita alla nuova carne !!!
i |
|
|