Aurora's profileLa bomba all'uva passaPhotosBlogLists Tools Help

Blog


    Ho ventun anni

    Ho sentito un tintinnio e mi sono resa conto che avevo continuato a rispondere soltanto alla domanda uno del compito:"Quale effetto ha avuto la scoperta della volta a botte sull'architettura delle cattedrali del tredicesimo secolo?",scrivendo in senso orario sul margine sinistro,superiore e destro del primo foglio.Mi ero completamente dimenticata di passare alla pagina due e alla seconda domanda del compito.Il tintinnio veniva da dentro di me-probabilmente perchè la sera prima avevo esagerato con le pillole dietetiche  e il tè verde e perchè non faccio altro che leggere ininterrottamente.
    I miei voti si aggiravano sul sette in tutti i corsi,ma in questo,"Il passaggio dal romanico al gotico",dovevo spaccare,e avevo delle possibilità perchè di questo corso sapevo tutto.Avevo solo bisogno di tempo e spazio per dimostrarlo.Come appunti,avevo duecetnocinquantatré disegni a matita ricopiati dalle diapositive viste a lezione e dalle illustrazioni dei libri della biblio teca di Belle Arti,oltre che da quelli di testo.Avevo sessantasette pagine di appunti presi a lezione e ricopiati più di una volta per maggiore chiarezza.Qualunque cosa avesse detto in classe il professor Williamson era stata registrata nei miei appunti-praticamente anche quando si schiariva la voce e faceva delle digressioni sul tempo.Ero arrivata al punto che quando divagava pensavo:Sì,Sì,però adesso taglia con la pubblicità e torna al programma.
    Un ragazzo a cui avrei strappato volentieri i capelli aveva finito la sua prova.Cioè,la stava proprio consegnando all'assistente?Com'era possibile che avesse già finito?Come aveva fatto a rispondere con un minimo di approfondimento alle tre domande?Ho stabilito che era uno che aveva deciso di ritirarsi,oppure uno che studivava in modo superficiale,che non ne sapeva un tubo di come si approfondisce.
    Io ero costretta a fare una pausa ogni tanto,in realtà un pò troppo spesso,per rifare la punta alla matita con la lametta da rasoio che mi ero portata dietro.Preferivo la matita perchè così non c'era il rischio che l'inchiostro finisse all'improvviso o che sbavasse.Solo che questa era una punta di grafite numero 2b ed era troppo morbida,e la stavo consumando tutta.La gomma si era ridotta a una protuberanza annerita.Perchè cavolo non mi ero portata dietro tutta la scatola?
    L'assistente del professore si chiamava Clark,Clark Qualcosa o Qualcosa Clark,non lo sapevo.Era ciccione e trasandato,ma con l'aria felice.Una volta mi aveva pure invitato a bere una Coca,ma io avevo rifiutato in malo modo.Scelta stupida,forse,perchè magari era lui che dava i voti.
    Ho deciso di ignorare la mia seconda domanda,fare finta di non averla neanche vista.Mi sono buttata a capofitto sulla domanda numero tre:decorazioni delle chiese,vetrate,fregi,flora fauna,bestiari,l'iconografia in generale.Quando ha squillato la campanella,io stavo citando Onorio di Autun.
    Ho alzato lo sguardo.Molti se ne erano già andati."Su,consegnare!",ha gridato Clark."Per favore consegnare.adesso.Signorina Bittle?Signor Kenner,per favore.Signorina Powers?"
    "Sparati un colpo,Clark",ho detto a voce alta.Gli ho tirato il libretto degli esami e mi sono precipitata fuori dalla Meverett,sentendomi tutt'aa un tratto svuotata e apatica,con la pelle che mi diventava fredda come gomma.
     
    Riuscire a tornare a casa in bici era stato piuttosto problematico.Mi sono tenuta sui marciapiedi.Avevo paura che in strada il tintinnio che avevo in testa si confondesse con i clacson delle macchine.
    Avevo ancora quel suono dentro.
    Durante l'ultimo semestre mi era venuta un'idea su come arredare il mio monolocale,un'idea monastica di austerità e scarsezza.Avevo svuotato la stanza ,lasciando solo una branda,una scrivania e una foto.L'intonacao delle pareti era già di un colore anonimo tipo farina d'avena,il che andava bene.Non andava bene,invece,che l'inquilino precedente avese-cosa incredibile dipinto gli infissi e l'intelaiatura delle finestre con una vernice annacquata color arancione.Così finalmente il luogo in cui abitavo non sembrava più la stanzetta di uno studente,ma il giaciglio di un vagabondo:emanava povertà.
    L'unica foto che c'era non era certo una Beata Vergine o un dettaglio della cattedrale di Amiens con il Re dei Giudei che tiene in mano un rmao dell'albero di Jesse.Era una fotro su carta lucida venti per venticinque di Rudy e Leslie,i miei genitori.Sotto il sostegno c'era scritto:prima giornata di fresco sulla Gold Coast,Australia.La foto era stata scattata sulla North Lake  Shore Drive,più o meno nel 1964,direi,quando io avevo tre anni.Leslie,mia madre,era accucciata dentro il giaccotto di cuoio imbottito che aveva indosso Rudy.Per come gli brillavano gli occhi,sembrava la foto della pubblicità di un anello di fidanzamento.Avevo appeso quella foto perchè,per quanto strano,rinuniciare all'idea dei miei genitori sarebbe stato peggio che perderli veramente.Se non altro in quella foto avevano un'aria familiare.
     
    Erano artisti mancati.Rudy per vivere faceva l'imprenditore edile,Leslie la fisioterapista.Quindi tutte le loro aspirazione artistiche le riversavano su di me:sui miei lavori scolastici,per esempio,si lanciavano a capofitto.Il progettino che "ho fatto"in seconda media con il loro aiuto era degno di un'esposizione mondiale,giuro:un trittico di diorama tridimensionali della baia di San Francisco,con tutti e due i ponti-l'Oakland e il Golden Gate-che addiruttura si illuminavano e brillavano al buio.Avevamo dovuto prendere in prestio la station wagon di un vicino per portarlo alla scuola media Dreiser senza romperlo:era lungo quanto un'asse da stiro.
     
    Ho trascinato la bici dentro casa e l'ho appoggiata alla parete,sotto la fotografia.Ho messo il bollitore sul fornello nano,nella parte di monolocale adibita a cucina,e mi sono messa a fare su e giù per la stanza,aspettando che l'acqua si riscaldasse.Quando il vapore ha cominciato a uscire,il sibilo era appena un quarto di tono sotto il tintinnio che avevo nella testa.
    I miei genitori se ne erano andati da due anni e mezzo.
    Una volta andavo sempre in macchina nel punto dell'incidente:un salice sulla Route 987.L'ulitma volta che ci ero andata,l'albero doveva ancora riprendersi.Le coltivazioni,sbiancate dal sole,erano di un biondo lugubre e polveroso,e la terra era piena delle crepe lasciate dall'inverno.Io me ne stavo seduta lì,dentro la mia piccola Vega,sul margine friabile della strada.Il grande albero e il terreno tutt'intorno-piatto come una telia per chilometri e chilometri-non mi sembravano adatti alla vicenda come pensavo un tempo,non era poi unn posto tanto poetico dove interrompere due vite.
    Ho preso il tè e mi sono disperata per l'esame.Lasciare una domanda completamente senza risposta!Come potevo mai aspettarmi di prendere un voto migliore di sette?
    Appena prima di portare la tazzina alla bocca,il suono nella mia testa si è interrotto come se qualcuno avesse schiacciato un bottone dicendo:"Adesso basta,ne ha avuto abbastanza".
    Ho deciso che era il momento di provare a dormire,ma prima ho preso una penna con la punta di nylon per tatuarmi una P sul dorso dela mano.Significava che una volta sveglia dovevo mangiare proteine-gamberi,uova oppure una cosa verde.
    Unavolta sulla branda,come trucco per addormentarmi,ho provato a ricordarmi la risposta alla prima domanda del mio cazzo di compito,parola per parola.
     
    Mary Robison
     
     
    Ancora per un mese+22 giorni questo racconto è mio/sono io.

    Na shledanou Honzo!!

     
     
    Alla fine è successo.Pagina 258 è arrivata.E come si chiudono i piccoli scrigni ,con quel dolceamaro conforto di sapere che, se anche il prezioso contenuto sarà di nuovo non visibile, ci apparterrà per sempre,così ieri ho salutato "Ho servito il re d'Inghilterra".Questo libro è tutto ciò che la letteratura dovrebbe essere,quello che solo "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov mi aveva dato modo di conoscere( fino ad ora).Il gusto di seguire una storia, di amarla visceralmente,di voler incontrare dal primo all'ultimo personaggio e magari mescolarsi a loro,di infischiarsene della fine,di rileggere più volte lo stesso punto per godere di  similitudini al fulmicotone,di non aver voglia di andare avanti per paura che sfumi troppo in fretta lo scintillio dell'episodio appena concluso,di abituarsi ai piccoli vizi di forma,di voler stringere tra il pollice e l'indice sinistri sempre e solo una decina di pagina,di volersi confondere tra realtà e immaginazione,di non chiedersi se ci sia una morale. Quasi lo vedo Jan Dítě.Piccoletto e lesto,rossiccio e smilzo,una smania ardente di trovare un posto nel mondo che è solo la voglia di riconciliarsi con se stesso.
    Questo libro mi ha fatto piangere,in tre punti.E il primo potrebbe apparire scandaloso,ma è la testimonianza della genialità e del dono inestimabile che aveva questo poeta(mi chiedo sempre come sia possibile che il Nobel lo abbia ricevuto  Márquez mentre Borges e lui no...)E'la narrazione  di una scena di sesso.Violenta ,concitata,sanguigna.Fosse saltata in mente la stessa  idea ad un altro scrittore,di svilupparla, sarebbe venuto fuori un guazzabuglio osceno, pornografia della peggiore specie.Quello che crea Hrabal invece è  l'immagine della simbiosi incondizionata  di due anime e che paradossalmente, seguendo dei rituali non scritti, si  trasmuta in qualcosa di sacro,religioso oserei dire(un inchino va anche al traduttore in questo caso).Ecco la ragione del mio singhiozzare..(o saranno tutte le capsulette di ormoni inesplose accumulate nei mesi?bah!).Vorrei non averlo mai cominciato questo libro.Il piacere di dire "l'ho già letto"sarà sempre  inferiore a quello di dire"lo sto leggendo"alias"lo sto vivendo".
    Mmmm,da quello che  sto scrivendo temo che dovrò cominciare a mettermi un pò di piombo nelle scarpe.Così evito di spiccare il volo verso un mondo che è un pò infiammabile..
    Con mia grande gioia,ho anche scoperto che meno di un anno fa è stato girato un film ispirato a questo libro da(guarda caso)Jiří Menzel,regista che ha trasposto sullo schermo un cospicuo numero di storie hrabaliane,facendone il suo autore da soggetto-feticcio (per inciso,proprio Menzel e proprio con un film tratto da un romanzetto di Hrabal-altrettanto strepitoso-"Treni strettamente sorvegliati"si aggiudicò nel 1967 il primo Oscar dell'allora Cecoslovacchia).Luci mi ha detto che me lo stahnout/scaricherà lei e poi me lo spedirà da Ostrava.Potrei farlo anch'io dal mio pc-battona,ma volete mettere l'euforia dell'attesa per un piccolo grande dono che si riceve da un'amica?
     
    P.S.:Bohumil,il nome di Hrabal,in ceco significa"caro a Dio"(per voi cafoni,"Amedeo":P).Io lo cambierei in Muzamil,"caro alle Muse"...

    Formica

     

     

    Poi è venuta la marijuana...Quando fumi la marijuana poi vuoi correre in macchina...Il vento ti scompiglia i capelli,ed il finestrino non è neanche aperto!E quando ti ferma un poliziotto,tu mangi tutto quello che c'è nel posacenere,poi ripasssi la frase da dire:"C'è qualche probelma ,agente?C'è qualche problema,agente?"e quando lui ti si avvicina,gli dici:"Da wagga yagababa  gagana waka waka?"
     
    Robin Williams
     
     
     
     
    Sgnak,sgnak!

    Una piccola felicità

     
    Sto leggendo
    un libro
    mErAvIgLiOsO.
    Del resto
    è Hrabal...
     
     
     
    Voglio tornare a Brno

    Al mio canino sinistro inferiore

    If I ventured in the slipstream                                                       Se mi avventurassi sulla scia
    Between the viaducts of your dream                                             tra I cunicoli del tuo sogno
    Where immobile steel rims crack                                                  lì dove l’immobile acciaio fa rima con lo schianto
    And the ditch in the back roads stop                                              e il fossato si ferma nelle strade sullo sfondo
    Could you find me?                                                                       
    Riusciresti a trovarmi?
    Would you kiss-a my eyes?                                                          Baceresti i miei occhi?
    To lay me down                                                                            fammi stendere
    In silence easy                                                                             in  silenzio, così,tranquillamente  
    To be born again                                                                           perchè voglio nascere di nuovo
    To be born again                                                                           perchè voglio nascere di nuovo
     
    From the far side of the ocean                                                   Dal punto più lontano dell’oceano
    If I put the wheels in motion                                                      se mettessi in moto le ruote
    And I stand with my arms behind me                                       e me ne stessi con le braccia dietro di me
    And I'm pushin' on the door                                                      e spingessi la porta
    Could you find me?                                                                   riusciresti a trovarmi?
    Would you kiss-a my eyes?                                                       Baceresti I miei occhi?
    To lay me down                                                                       fammi stendere
    In silence easy                                                                            in silenzio,così,tranquillamente
    To be born again                                                                       perchè voglio nascere di nuovo
    To be born again                                                                      perchè voglio nascere di nuovo
     
    There you go                                                                            ecco che te  ne vai
    Standin' with the look of avarice                                              ten e stai lì con lo sguardo avaro
    Talkin' to Huddie Ledbetter                                                      parli con Huddie Ledbetter
    Showin' pictures on the wall                                                  mostri le foto appese al muro
    Whisperin' in the hall                                                              sussurri nella sala
    And pointin' a finger at me                                                    e punti il ditto su di me
    There you go, there you go                                                   ecco che vai,ecco che vai
    Standin' in the sun darlin'                                                       te nestai al sole,cara
    With your arms behind you                                                   con le braccia dietro di te
    And your eyes before                                                            e gli occhi che guardano davanti
    There you go                                                                         ecco che vai
    Takin' good care of your boy                                              ti prendi cura del tuo ragazzo
    Seein' that he's got clean clothes                                        controlli che abbia vestiti puliti
    Puttin' on his little red shoes                                              gli metti le sue scarpette rosse
    I see you know he's got clean clothes                                vedo che sai chea ha vestiti puliti
    A-puttin' on his little red shoes                                         porta le sue piccole scarpe rosse
    A-pointin' a finger at me                                                   punta un ditto su di me
    And here I am                                                                     e io sono qui
    Standing in your sad arrest                                                sto qui a confortarti per la tua tristezza
    Trying to do my very best                                             cerco di fare del mio meglio
    Lookin' straight at you                                                   guardando dritto verso di te
    Comin' through, darlin'                                                   vengo da te cara
    Yeah, yeah, yeah                                                            sì,sì,sì
     
    If I ventured in the slipstream                                        se mi avventurassi sulla scia
    Between the viaducts of your dreams                            tra i cunicoli del tuo sogno
    Where immobile steel rims crack                                 dove il mobile acciaio fa rima con lo schianto
    And the ditch in the back roads stop                            e il fossato si ferma nelle strade sul fondo
    Could you find me                                                         riusciresti a trovarmi
    Would you kiss-a my eyes                                            baceresti I miei occhi
    Lay me down                                                               fammi stendere
    In silence easy                                                             in silenzio ,così,tranquillamente
    To be born again                                                         perchè voglio nascere di nuovo
    To be born again                                                         perchè voglio nascere di nuovo
    To be born again                                                         perchè voglio nascere di nuovo
    In another world                                                         in un altro mondo
    In another world                                                          in un altro mondo
    In another time                                                           in un altro tempo
     
    Got a home on high                                                  ho trovato una casa in cielo
    Ain't nothing but a stranger in this world                         nient’altro che uno straniero in questo mondo
    I'm nothing but a stranger in this world                           non sono che uno straniero in questo mondo
    I got a home on high                                                        ho trovato una casa in cielo
    In another land                                                                 in un’altra terra
    So far away                                                                      lontanissima da qui
    So far away                                                                      lontanissima da qui
    Way up in the heaven                                                      lassù in paradiso
    Way up in the heaven                                                      lassù in paradiso
    Way up in the heaven                                                      lassù in paradiso
    Way up in the heaven                                                      lassù in paradiso
    In another time                                                                in un altro tempo
    In another place                                                               in un altro luogo
    In another time                                                                in un altro tempo
    In another place                                                               in un  altro luogo
    Way up in the heaven                                                      lassù in paradiso
    Way up in the heaven                                                      lassù in paradiso
    We are goin' up to heaven                                               stiamo salendo in paradiso
    We are goin' to heaven                                                    stiamo andando in paradiso
    In another time                                                                 in un altro tempo
    In another place                                                               in un altro luogo
    In another time                                                                in un altro tempo
    In another place                                                               in un altro luogo
    In another face                                                                in un’altra faccia

     

     

    Van Morrison, "Astral weeks"

     

    E' da quando avevo sedici anni che vorrei che un qualcuno me la dedicasse .Con tutta probabilità non succederà mai. Forse perchè non mi sono mai ritrovata(davvero) tra le mani quello che vorrei. E che ho sempre voluto. Anche se poi lo nego. Viva i denti, screziati, verdi, cariati, d'avorio, cesellati, in legno, d'oro, marci, randagi che siano. Purchè dondolino. E purchè sia un fatto puramente onirico. O astrale, bontà vostra...

     
     
    Ma porca puttana,perchè mi escono sempre scoliotiche 'ste canzoni!?
     

    Il gioco del libro più vicino

    Imbolsita dai bagordi domenicali e crucciata per un'avversione che mi porta a covare propositi criminali (arrestandomi comunque alla dogana del legittimo), ho bazzicato siti e blog, il cui trastullo principe è la letteratura. Tra pistolotti supponenti, recensori bizzosi e considerazioni leccate, il dono dell'impagabile (e impagata)ironia sembra davvero aver subito una rovinosa svalutazione. Per fortuna, oltre a tali leziosi mestieranti che han cucito sulla pelle "IO SONO UNO SNOB, LODE ALL'AUTOREFERENZIALISMO VUOTO" è sfuggito all'orda funesta conosciuta  come "MORTE ALLA GENUINITA" qualche tizietto sagace, che sa dilettarsi amabilmente con le lettere, senza improvvisare grotteschi sillogismi pseudo-dotti. Basta con 'sti cervelli OGM. E in più d'una delle stamberghe polverose dei "critici"easy-thinkin'", ho trovato anche l'angolo ludoteca. Giochetto innoucuo.I struzioni:
     
    -prendere il libro più vicino
    -sfogliare sino a pagina 123
    -contare le prime 5 frasi della pagina
    -riportare nel blog le 3 frasi seguenti
     
    Solerte e cretina, mi galvanizzo come un paguro che ha appena trovato la conchiglia più bella del fondale. Tra il notebook e il modem-catafalco, c'è il primo amore della giovinezza verdognola, ripescato e risfogliato sempre con la dovuta affezione. Trattasi di "Nella colonia penale e altri racconti" di Franz Kafka. Al punto suggerito trovo:
     
    Povero ragazzo, non c'è niente da fare. Ho scoperto la tua  grande ferita; questo fiore nel fianco ti porta alla morte. La famiglia è felice,mi vede in azione; la sorella lo dice alla madre, la madre al padre, ad alcuni ospiti che in punta di piedi, bilanciandosi a braccia divaricate, vengono avanti nel chiaro di luna della porta aperta.
    (Un medico di campagna)
    Ecco fatto. Avrò degli epigoni con questo divertissement? Magari ne vien fuori un bel patch-work avanguardistico. Aderisca chi può! 

    Per L.

    A NANNULIDDA (CIURI CIURI)

    Amuri, amuri chi m’hai fattu fari/
    Fari m’hai fattu ‘na granni pazzia/
    Lu Patri Nostru m’hai fattu scurdari/
    La megghiu parti di l’Ave Maria.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Mi vogghiu sciarriari cu me matri/
    Picchi mi fici accussi curtulidda/
    ‘Mezzu li longhi nun ci pozzu stari/
    Ca tutti mi ‘ngiuriano ‘a nannulidda/
    Li longhi su sciarreri e miciddari/
    Hanno la ‘ucca quantu ‘na maidda/
    Li curtuliddi su pasta riali/
    ‘Mpastati su cu zuccaru e lu meli.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Haiu ‘na zita ch’è na nannulidda/
    Bedda di facci e si chiama Pudda/
    iu la tinia comu na ciuridda/
    ma un jornu la pirdii ‘mezzu la fudda.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Idda si runculia ch’è curtulidda/
    Picchì ‘mezzu a li longhi/
    Nun ci po’ stari/
    È megghiu ca mittemu ‘na maidda/
    E cu lu sagnaturi l’e m’allunghari.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Saridda è tantu duci, cara e pazza/
    Ammatula s’ammola sta vuccazza/
    ‘Nun po’ cangiari mancu si s’ammazza/
    Conzala comu voi sempri è cucuzza.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Haiu ‘na zita ‘ca si chiama Nedda/
    Bedda di facci ma senza mirudda/
    Ci addumannai un vasuni ma ‘sta bedda/
    Mi rissi “no” picchì…mangiai cipudda.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Chiù ti taliu e chiù addiventu siccu/
    Mi sentu cu la testa rintra nu saccu/
    ‘pi ghiri appressu a tia persi lu sceccu/
    e ora cu soccu riavulu cavarcu.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    La fimmina è ‘na bestia vilinusa/
    Ca la so’ parola un cantaru pisa/
    Quannu si mostra d’esseri affittusa/
    Tannu ti leva puru la cammisa.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Ammatula t’allisci e fai cannola/
    Lu santu ch’è di marmu nun sura/
    Ammutalu ti pettini e t’allisci/
    Lu cuntu chi t’hai fattu nun t’arrinesci.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU

    Lu sabatu si chiama allegra cori/
    Beatu cu havi bedda la muggheri/
    Cu l’havi laria ci si chiuri lu cori/
    Cu l’havi bedda fa sogni d’amuri.

    CIURI CIURI, CIURI DI TUTTU L’ANNU
    L’AMURI CHI MI RASTI TI LU TORNU.

    A lei e a me che sono dimentica...